Cari Insegnanti ben ritrovati all'appuntamento con la consueta rubrica.

Per una scuola accogliente e nell’ottica delle buone prassi gli obiettivi sono: autonomia, autostima, integrazione nel gruppo, atteggiamenti di apertura e cooperazione, il sviluppo del senso di responsabilità e motivazione; tutti aspetti che si agevolano in un ambiente comunicativo stimolante e che sono determinanti nella didattica per la disabilità, perciò tratteremo uno strumento  della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), come l’agenda giornaliera, ovvero il QUADERNO DEI RESTI.

CHE COS’E'?

Un forte strumento che viene utilizzato per “l’auto-narrazione” del bambino, che deve rispecchiare il suo livello comunicativo. E’ un semplice quadernone ad anelli con "buste trasparenti" dove vengono raccolti i "resti" delle esperienze significative che il bambino vive (gite, feste, ecc.). I "resti" possono essere oggetti concreti o parti di essi (sabbia, conchiglie, stelle filanti, scontrino, biglietto del cinema,  fotografie, ecc.), quanto possa essere utilizzato dal bambino per raccontare ciò che ha vissuto.
Questo strumento inoltre, fornisce all’interlocutore argomenti ed elementi che possano arricchire il dialogo con il bambino stesso. Il quaderno dei resti deve "girare” tra casa, scuola e gli altri ambienti frequentati e tutti devono partecipare al suo incremento contribuendo ad un ulteriore scopo di questo strumento: consentire di poter comunicare su elementi non presenti nell’ambiente in cui si trova e su esperienze vissute in altri contesti.

PROPRIETA’:

  • Consente di avere riferimenti concreti e tangibili delle esperienze vissute;
  • Fornisce occasioni di scambio comunicativo;
  • Permette al bambino di mostrare e raccontare, anche con la sola, indicazione (pointing) del “resto”, l’esperienza.
  • Permette all’adulto di avere dei riferimenti concreti per interagire con il bambino;
  • Raccogliere le diverse esperienze, può diventare una sorta di aiuto e guida per la memoria dei propri vissuti.
  • Sostengono l’arricchimento del vocabolario;
  • Strumento povero quindi di facile costruzione e utilizzo

 

 

L’adulto può solo scrivere la data o un brevissimo riferimento altrimenti potrebbero, troppe scritte, confondere il bambino, soprattutto se non sa leggere, senza però farlo diventare un rendiconto fra adulti. Lo strumento servirà da aggancio comunicativo su cui instaurare una conversazione il più aperta possibile (attenzione alle domande chiuse che limitano molto l’espansione del discorso). Per questo è importante che il quaderno “cammini” insieme al bambino, per far si che possa narrarsi quando voglia ed è per questo che la famiglia e la scuola devono partecipare alla creazione.

Da ciò l’importanza di uno strumento povero, di facile utilizzo e di enorme impatto per lo sviluppo narrativo.

Forza Insegnanti coraggiosi aiutiamo i nostri bambini ad auto-narrarsi per aiutare non solo la comunicazione, ma attivando anche un processo relazionale fra adulto e bambino, infatti il bambino si scopre pian pian capace e l’adulto riesce, così a conoscere meglio il suo mondo.

 

Dott.ssa Francesca Fiume